Lo scartamento nel modellismo H0

Le scale di riduzione

Nel modellismo ferroviario, sin dalla prima metà del secolo scorso, la “competizione” tra scale di riduzione ha fatto convivere sul mercato modellini di misure differenti. Anche se ogni scala mantiene un’elevata precisione costruttiva, il modellismo H0 (che utilizza un rapporto di riduzione di 1:87) con le sue locomotive di 20 cm e i vagoni di 33 cm riesce a restituire una riproduzione molto attenta ai dettagli.

Per chi pratica il modellismo ferroviario come passione, padroneggiare molto bene le principali scale di riduzione presenti sul mercato ha una sua ragion d’essere, legata alla necessità di combinare elementi tecnici importanti, come possono essere i vagoni e i binari, provenienti da produttori diversi.

La complessità dello scartamento

Ancor più fondamentale è la conoscenza dello scartamento, ovvero della larghezza che separa le due rotaie. Si parte dal presupposto che il ferromodellismo, o ferromodellismo che dir si voglia, rappresenti fedelmente le locomotive, i vagoni e i binari, copiando letteralmente dalla realtà. Se quindi l’appassionato volesse riprodurre due ferrovie che nella realtà presentano diversi scartamenti, dovrà tenerne conto e riportare nel diorama la complessità del reale.

E il termine complessità è sicuramente il più adatto, se si pensa che, per restare solo nell’ambito mitteleuropeo, in due paesi attigui come Svizzera ed Austria, esistono ben tre scartamenti diversi.

La complessità del modellismo H0

L’elvetica SBB è una ferrovia con scartamento al vero di 1.435 mm (che è poi lo stesso delle principali ferrovie europee, comprese le italiane FS); la riproduzione in scala 1:87 darà una distanza tra il lato interno delle due rotaie pari a 16,5 mm. È quello che viene definito un modellismo H0 “normale”.

Sempre in Svizzera, la Ferrovia Retica e la Furka Oberalp presentano uno scartamento al vero di 1.000 mm, che in fase di riduzione darà una misura pari a 12 mm (cosiddetto H0m).

La Zillertalbahn di Vienna e le ferrovie industriali di servizio interno e quelle minerarie, infine, hanno uno scartamento ancora più ridotto: 760 mm al vero e 9 mm in scala (che prende questa volta il nome di H0e e che corrisponde ad un binario in scala N).

Per chi compie i primi passi come hobbista del modellismo ferroviario, si tratta di concetti fondamentali.

I modellini dei tre esempi precedenti, pur essendo tutti nella stessa scala 1:87, non possono correre sugli stessi binari; ognuno avrà infatti bisogno di uno scartamento preciso. Possono tuttavia essere affiancati su di un plastico, nella ricostruzione ad esempio di quello che succede nella realtà a Tirano, tra il treno delle FS e la Ferrovia Bernina (che congiunge il paesino in provincia di Sondrio con la località turistica di Sankt Moritz). Oppure in un diorama che dia sfogo alla fantasia dell’appassionato modellista.

I binari e la loro alimentazione

Stabilito che i binari devono avere sempre lo stesso scartamento – anche pochi mm di differenza impedirebbero ai bordini interni alle ruote di locomotive e vagoni di mantenere una marcia stabile – va detto che la geometria del binario può cambiare da un produttore all’altro. Diventa quindi fondamentale verificare le schede tecniche prima di procedere all’acquisto di un pacchetto di binari di marca diversa dalla precedente, per sincerarsi della compatibilità.

Un elemento in particolare deve attirare l’attenzione dell’hobbista. Si tratta del tipo di corrente utilizzata per dare movimento al materiale rotabile.

  • Binari per corrente continua a due rotaie, dove i due poli di alimentazione del treno corrispondono ciascuno ad una rotaia. Si tratta forse del sistema più diffuso e lo si ritrova nel materiale del modellismo H0 delle italiane Lima e Rivarossi, ma anche di Jouef, Mehano, Roco, Fleischmann e Piko.
  • Binari per corrente alternata a 3 rotaie, dove uno dei due poli è esercitato dai due binari, collegati tra loro, mentre l’altro polo è dato da una terza rotaia o da dei punti di contatto. È il sistema utilizzato dalla ditta Mä

Vi sono due precisazioni fondamentali da fare in proposito:

  • I due tipi di binari non possono essere collegati tra loro.
  • Binari e locomotive a corrente continua non devono essere collegati a trasformatori a corrente alternata (e viceversa), per evitare di danneggiare irreparabilmente il materiale.

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